Art. 54 La strategia dello sviluppo sostenibile: contenuti e articolazione
1. La strategia dello sviluppo sostenibile costituisce il riferimento per le trasformazioni future della città e del territorio e deve svilupparsi in coerenza con il Quadro Conoscitivo e con le interpretazioni e diagnosi a cui esso ha portato; inoltre è redatta in coerenza con la Strategia dello sviluppo territoriale del PIT-PPR e in particolare con le discipline della Scheda d'ambito n. 11 Val d'Arno superiore e del PTC della Provincia di Arezzo.
2. La strategia costituisce, di concerto con la parte statutaria, l'insieme delle disposizioni rivolte al Piano Operativo e agli altri strumenti della pianificazione urbanistica per la definizione della "disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti" e di quella concernente la "disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio".
3. La strategia dello sviluppo sostenibile recepisce gli obiettivi generali del PS, di cui all'art. 2, delle presenti Norme, traducendoli in indirizzi ed azioni per il governo del territorio, attraverso l'individuazione delle Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE), alle quali, nel presente Titolo V, vengono associati specifici obiettivi e direttive che dovranno essere assunti e declinati dal Piano Operativo e gli altri atti di governo del territorio, nonché, nel successivo Titolo VI, le disposizioni concernenti le dimensioni massime sostenibili per i nuovi insediamenti, distinte per categorie funzionali.
4. La strategia dello sviluppo sostenibile si attua altresì con la costruzione di politiche e strumenti condivisi di area vasta, con particolare riferimento a:
- - la definizione degli interventi per la riduzione delle fragilità ambientali (riduzione del rischio idrogeologico, tutela delle risorse idriche, riduzione dei fattori di inquinamento, resilienza al cambiamento climatico, ecc.);
- - il miglioramento del sistema della mobilità (completamento della rete stradale di valenza provinciale, potenziamento del servizio ferroviario e l'integrazione con il TPL e il trasporto privato su gomma ;
- - l'equilibrata e accessibile distribuzione dei servizi di area vasta (polo ospedaliero, poli scolastici per l'istruzione superiore, attrezzature sportive, servizi culturali, centri commerciali, ecc.);
- - la tutela e la valorizzazione paesaggistica e fruitiva dell'Arno, recuperando il rapporto fra gli insediamenti urbani e il fiume, anche attraverso la salvaguardia e il potenziamento dei servizi ecosistemici offerti dai contesti fluviali;
- - la promozione delle peculiarità storico-culturali, paesaggistiche e naturalistiche del Valdarno, valorizzando le qualità del territorio, le risorse agro-forestali e gli itinerari turistici, assicurando la continuità e interrelazione dei diversi percorsi fruitivi, in relazione al turismo culturale, naturalistico e sportivo e rafforzando lo stesso legame con le qualificate attività produttive manifatturiere, anche proponendo forme innovative di ricettività rivolte al cosiddetto "turismo d'affari";
- - la gestione sostenibile delle aree produttive, promuovendo forme consorziate per la gestione del ciclo dei rifiuti e della mobilità di persone e merci e a sostegno della transizione ecologica, organizzando parcheggi e spazi di uso pubblico attrezzati per la mobilità sostenibile (sosta biciclette e biciclette a pedalata assistita), punti di ricarica per i veicoli elettrici e infrastrutture comuni per le piccole imprese.
Art. 55 Definizione e articolazione delle Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE)
1. In coerenza con i riferimenti statutari, sulla base delle analisi comprendenti gli aspetti fisiografici, geomorfologici e ambientali, dei caratteri degli insediamenti, delle attività che vi si svolgono, percezione degli abitanti e connotazioni di paesaggio, il PS individua, nella tavola STR1, le Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE), quali partizioni del territorio dotate di una relativa omogeneità, che costituiscono il riferimento principale per l'articolazione delle strategie dello sviluppo sostenibile nelle diverse parti del territorio comunale.
2. Le UTOE costituiscono strumento di controllo e gestione delle trasformazioni territoriali e delle azioni pubbliche e private attivabili e in riferimento alle quali le politiche e strategie di governo devono essere definite in modo complessivo ed unitario. La loro perimetrazione discende dalla necessità di coordinare le azioni di trasformazione entro ambiti organici e distinti, per i quali si attribuiscono disposizioni articolate in specifici obiettivi e direttive, che rinviano le azioni conseguenti agli approfondimenti del Piano Operativo.
3. Il PS articola il territorio comunale nelle seguenti UTOE:
- - UTOE 1 · Montevarchi
- - UTOE 2 · Levanella
- - UTOE 3 · Levane
- - UTOE 4 · bassa collina e pianalti
- - UTOE 5 · alta collina.
Art. 56 UTOE 1 · Montevarchi
1. L'UTOE 1 comprende la fascia di fondovalle tra il tracciato ferroviario e l'Arno con il Capoluogo, dove sono localizzate tutte le principali attrezzature e servizi del territorio comunale, e la zona produttiva e terziaria di Montevarchi nord, fino all'Ospedale del Valdarno, al confine con San Giovanni.
2. Obiettivi specifici:
- - rafforzare il ruolo di centralità urbana della città antica di Montevarchi, con la permanenza e l'integrazione delle funzioni civili e culturali più rappresentative ed innalzare la qualità residenziale, garantendo la salvaguardia dei valori storici, artistici e simbolici;
- - qualificazione e recupero del centro antico, consolidando e rilanciando il commercio di vicinato e con l'introduzione di nuove regole per semplificare gli interventi di adeguamento prestazionale degli edifici, garantendo la coerenza degli interventi e l'omogeneità tipologica e formale degli spazi urbani;
- - innalzare gli standard abitativi, anche al fine di una migliore qualità urbana dei tessuti edilizi, potenziando e riqualificando gli spazi pubblici e collettivi;
- - promuovere la qualità degli interventi di recupero e rigenerare il patrimonio edilizio recente, per il raggiungimento di una maggiore efficienza energetica, qualità architettonica e sostenibilità complessiva;
- - recuperare e rigenerare le aree e gli immobili soggetti a degrado urbanistico e completare le aree interessate da urbanizzazioni e interventi avviati e non portati a termine;
- - completare il tessuto recente con interventi commisurati e omogenei all'esistente e con soluzioni che valorizzino il contesto paesaggistico circostante; ciò potrà avvenire anche attraverso interventi di nuova definizione del margine urbano che comportano l'occupazione di aree intercluse o a ridosso dell'urbanizzato esistente, come individuate nella tavola STR1;
- - mitigare l'impatto sull'ambiente delle vaste superfici artificiali occupate dagli edifici commerciali e misti produttivi/terziari e relative aree di parcheggio e deposito e incrementare le condizioni di comfort microclimatico locale, riducendo i fenomeni di isola di calore urbana e favorendo al contempo il rafforzamento dei corridoi ecologici e la biodiversità;
- - recuperare e riqualificare i corsi d'acqua che attraversano il territorio urbanizzato, quali componenti essenziali della rete ecologica del verde urbano, anche mediante interventi di stombamento;
- - tutelare e valorizzare gli spazi aperti a vocazione agricola e i caratteri del sistema agro-ambientale storico che ancora permangono, recuperando le relazioni che legano il paesaggio agrario al sistema insediativo;
- - mitigare gli impatti dell'ortoflorovivaismo;
- - migliorare il funzionamento del sistema della viabilità, in particolare per quanto riguarda la viabilità primaria; è per questo un obiettivo a questo correlato quello di un collegamento viario di via del Frassino e via G. Verdi e di un nuovo parcheggio pubblico in via G. Marconi, nei pressi di via Croce del Ferragalli;
- - potenziare i servizi scolastici a livello di istruzione di base e di istruzione superiore.
3. Direttive per il Piano Operativo:
- - approfondire i caratteri del tessuto edilizio antico e consolidato e costruire regole coerenti per gli interventi sugli edifici e sugli spazi aperti, articolate in base alle specifiche caratteristiche tipologiche e tecniche costruttive;
- - prevedere un'adeguata distribuzione e localizzazione delle funzioni, che garantisca il riequilibrio del centro e storico e una più ricca articolazione delle attività negli ambiti urbani recenti;
- - prevedere il potenziamento delle aree verdi attrezzate e non, per la creazione di un sistema di verde connesso ai luoghi urbani centrali, che migliori l'accessibilità, l'ambiente fisico e in generale la qualità urbana e anche per la definizione del margine urbano-rurale e per l'ambientazione stradale;
- - prevedere il mantenimento dei varchi più significativi all'interno dei tessuti urbani, in funzione dell'identità dei diversi nuclei e delle visuali da e verso il territorio rurale;
- - prevedere la riqualificazione del tessuto insediativo, anche con l'individuazione di aree di nuova edificazione che prevedano densità edilizie e impianto, caratteristiche tipologiche dei singoli edifici e altezze, congruenti con il riordino del contesto; tali interventi andranno devono essere finalizzati alla ricucitura e al completamento dei quartieri esistenti, lungo le loro aree perimetrali, in modo da definire in forma più compiuta e più stabile il confine tra l'area urbanizzata e il limitrofo territorio agricolo, riducendo al minimo l'impermeabilizzazione dei suoli;
- - specificare una disciplina di dettaglio finalizzata alla riqualificazione delle zone industriali, artigianali e miste terziarie, con la costruzione di regole coerenti per gli interventi sugli edifici e per gli spazi aperti e la creazione di margini ben identificati e di schermature vegetali a contatto con il territorio rurale;
- - definire interventi di demineralizzazione e di compensazione ambientale, mediante il potenziamento della biomassa vegetale e il mantenimento e il ripristino di superfici permeabili, nelle aree commerciali e produttive;
- - recepire le previsioni di nuove strade di interesse provinciale e interprovinciale definite dal PTCP di Arezzo (strada di competenza sovra-provinciale Bretella S.R. 69 del Valdarno-Casello A1, Loc. Le Coste/ Ospedale del Valdarno; strada di competenza provinciale Bretella Montevarchi-Rotatoria Ponte Leonardo / Viale G. Matteotti; strada di competenza provinciale Variante alla S.P. 16 di Mercatale in località Crocefisso), recependo i corridoi di salvaguardia individuati nella tavola STR1 in modo da garantire la futura realizzazione delle opere.
4. Interventi che comportano impegno di nuovo suolo all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato oggetto di Conferenza di Copianificazione con parere favorevole con condizioni in data 13/02/2023:
- - Montevarchi nord
si prevede la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo in estensione della zona produttiva mista esistente, per una Superficie Edificabile massima di 6.000 mq.;
l'intervento dovrà attestarsi sulla viabilità esistente (via Ferrari), mantenendo un ampio varco inedificato tra l'insediamento industriale e il polo ospedaliero, a salvaguardia delle visuali libere sulle aree agricole lungo le principali direttrici viarie e del corridoio che garantisce l'essenziale connessione ecologica tra l'Arno e l'ambito collinare attraverso il fondovalle;
l'intervento dovrà quindi configurarsi come ridefinizione del margine urbano, valorizzando e creando relazioni di continuità spaziale, visuale e percettiva tra area urbana e campagna, anche attraverso l'impiego di adeguate sistemazioni a verde (in particolare con elementi vegetazionali di mitigazione e schermatura).
Art. 57 UTOE 2 · Levanella
1. L'UTOE 2 individua il tratto del fondovalle fra il tracciato ferroviario e l'Arno che comprende l'abitato di Levanella e la principale zona industriale del territorio comunale, insediamenti sviluppati in prevalenza in epoca recente e contemporanea a partire da sporadici nuclei edificati lungo l'asse viario principale (via Marconi-via Aretina).
2. Obiettivi specifici:
- - qualificare l'identità di Levanella, con la riqualificazione dei tessuti insediativi e l'innalzamento della qualità residenziale, il consolidamento e il rafforzamento della struttura urbana e il miglioramento dello spazio pubblico e mediante nuova dotazione di servizi alla residenza e alle attività produttive;
- - incrementare la qualità ambientale delle aree residenziali limitrofe ai tessuti industriali;
- - completare le aree interessate da urbanizzazioni e interventi avviati e non portate a termine;
- - consolidare, qualificare e sviluppare le attività produttive, elevando la dotazione delle zone produttive esistenti e previste di standard di qualità urbanistica: spazi e servizi di supporto alle attività e per chi opera (centri integrati per le aziende insediate, mense, dotazioni di verde, servizi collettivi), aree da destinare alle dotazioni ambientali a titolo compensativo, sistemi integrati per la mobilità di persone e di merci;
- - recuperare e riqualificare i corsi d'acqua che attraversano il territorio urbanizzato, quali componenti essenziali della rete ecologica del verde urbano e promuovere la loro riqualificazione funzionale e la ricostituzione della vegetazione ripariale e la riconnessione ecologica tra i tratti urbani e quelli periurbani e rurali, per il rafforzamento della biodiversità.
3. Direttive per il Piano Operativo:
- - completare il tessuto recente con interventi commisurati e omogenei all'esistente e con soluzioni che valorizzino il contesto paesaggistico circostante; ciò potrà avvenire anche attraverso interventi di nuova definizione del margine urbano che comportano l'occupazione di aree a ridosso dell'urbanizzato esistente, come individuate nella tavola STR1;
- - aumentare i livelli di sicurezza stradale e individuare le aree per la creazione di parcheggi pubblici e la realizzazione di percorsi protetti non carrabili, le attrezzature, il verde ed altri elementi atti a favorire la connessione tra i diversi ambiti urbani;
- - definire una disciplina urbanistico/edilizia per il potenziamento delle aree produttive esistenti e previste finalizzata anche al miglioramento del loro contesto ambientale;
- - integrare il sistema produttivo con funzioni e attività complementari come i servizi alle imprese, mentre deve essere evitata la possibilità di introdurre quote di residenza all'interno dei tessuti industriali e artigianali;
- - riduzione del rischio idraulico nei fondovalle.
4. Interventi che comportano impegno di nuovo suolo all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato oggetto di Conferenza di Copianificazione con parere favorevole in data 17/03/2020:
- - località Val di Lago
si prevede la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo in estensione della zona industriale esistente, per una Superficie Edificabile massima di 28.098 mq.;
nell'intervento dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti necessari a garantire un corretto inserimento paesaggistico nel contesto;
dovranno essere predisposte adeguate sistemazioni a verde di mitigazione, compensazione e ambientazione, se possibile tutelando le alberature esistenti. - - località Padulette
si prevede la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo in estensione della zona industriale esistente, per una Superficie Edificabile massima di 15.230 mq.;
nell'intervento dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti necessari a garantire un corretto inserimento paesaggistico nel contesto;
dovranno essere predisposte adeguate sistemazioni a verde di mitigazione, compensazione e ambientazione, se possibile tutelando le alberature esistenti.
Art. 58 UTOE 3 · Levane
1. L'UTOE 3 comprende l'abitato di Levane, con il nucleo antico di Levane Alta, e la zona industriale e artigianale in continuità con gli omologhi insediamenti posti nel territorio comunale di Bucine, sviluppati lungo l'asse della viabilità principale, corrispondente all'originario tracciato della Statale 69. Il territorio aperto è formato dalla fascia orientale del fondovalle dell'Arno e in parte del torrente Ambra e dal rilievo che chiude il fiume nella Valle dell'Inferno, con l'ambito di grande valore naturalistico riconosciuto come Zona Speciale di Conservazione/Zona di Protezione Speciale e Riserva naturale regionale nonché zona di interesse archeologico.
strategie
2. Obiettivi specifici:
- - riqualificare il contesto insediativo operando un miglioramento della qualità ambientale e in generale, della qualità dell'abitare attraverso la riqualificazione dello spazio pubblico e dell'edificato in coerenza con i caratteri e gli assetti storicamente consolidati degli insediamenti;
- - valorizzare gli spazi pubblici e collettivi, incrementandone la qualità e l'accessibilità, per renderli più attrattivi e sicuri;
- - tutelare e qualificare i tessuti urbani di matrice storica e gli insediamenti di impianto consolidato, anche attraverso la possibilità di inserimento di nuove funzioni, complementari alla residenza;
- - riqualificare i tessuti e gli ambiti recenti, prevalentemente residenziali, con il riordino funzionale e morfologico dei tessuti di frangia, finalizzato al disegno del margine urbano;
- - arricchire le dotazioni urbane, anche attraverso la realizzazione di nuovi impianti sportivi, in particolare in adiacenza a via Gandhi, a Levane;
- - adeguare, razionalizzare e potenziare i tessuti delle aree produttive, anche attraverso il disegno e la riconfigurazione del margine urbano;
- - valorizzazione paesaggistica e funzionale del nucleo rurale di Levane Alta anche attraverso il recupero degli spazi aperti interni al nucleo;
- - conservare e potenziare i corridoi ecologici, valorizzando gli spazi aperti delle fasce di pertinenza fluviale, integrandoli con percorsi pedonali e ciclabili;
- - mitigare il rischio idraulico nei fondovalle.
3. Direttive per il Piano Operativo:
- - completare il tessuto recente con interventi commisurati e omogenei all'esistente e con soluzioni che valorizzino il contesto paesaggistico circostante; ciò potrà avvenire anche attraverso interventi di nuova definizione del margine urbano che comportano l'occupazione di aree intercluse o a ridosso dell'urbanizzato esistente, come individuate nella tavola STR1;
- - integrare le dotazioni di attrezzature e spazi pubblici completando il sistema dei luoghi centrali intorno a via Leona e all'area degli impianti sportivi;
- - tutelare e valorizzare le aree libere che possono dar luogo a un sistema organico di spazi pubblici e di uso pubblico verdi, relazionati con il territorio rurale;
- - riqualificare i contesti dismessi o sottoutilizzati in ambito urbano.
4. Interventi che comportano impegno di nuovo suolo all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato oggetto di Conferenza di Copianificazione con parere favorevole con condizioni in data 13/02/2023:
- - località Pian di Levane
si prevede la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo in estensione della zona industriale esistente, per una Superficie Edificabile massima di 6.000 mq.;
nell'intervento dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti necessari a garantire un corretto inserimento paesaggistico nel contesto, nel rispetto dell'orientamento della maglia agraria e tenendo conto della relazione visuale con il contesto fluviale del torrente Ambra, da preservare integralmente;
l'ampliamento della zona produttiva dovrà garantire il mantenimento di un ampio varco non urbanizzato lungo la viabilità principale, evitando la saldatura con l'edificazione residenziale a nord di via Aretina e salvaguardando con un congruo spazio di "rispetto" il complesso rurale di antica formazione posto oltre l'impianto di distribuzione carburanti;
dovranno essere predisposte adeguate sistemazioni a verde di mitigazione, compensazione e ambientazione, se possibile tutelando le alberature esistenti.
Art. 59 UTOE 4 · bassa collina e pianalti
1. L'UTOE 4 comprende le aree immediatamente a monte del tracciato ferroviario, con i quartieri della Ginestra e del Pestello e l'insediamento lineare di Noferi, e la prima fascia collinare fino all'abitato di Mercatale, in parte ricadente nel territorio comunale di Bucine, dove si trovano anche i nuclei di Ricasoli e Caposelvi.
2. Obiettivi specifici:
- - riqualificare i quartieri e gli insediamenti residenziali recenti per consolidarne i caratteri e migliorarne la qualità urbana e riordinare i margini urbani, salvaguardando gli elementi integri del paesaggio agrario tradizionale;
- - rivitalizzare gli aggregati e i nuclei rurali integrando le funzioni per l'ospitalità e il turismo e mediante equilibrate disposizioni per i cambi di destinazione d'uso del patrimonio edilizio esistente;
- - conservare le specifiche caratteristiche tipologiche degli edifici tradizionali e dei relativi spazi aperti, anche ai fini del loro riuso più appropriato e compatibili con i valori, le tecniche e i materiali presenti;
- - mantenere e salvaguardare le relazioni tradizionali consolidate tra paesaggio agrario e sistema insediativo, tutelare e ove necessario ripristinare le sistemazioni idraulico agrarie della collina;
- - sostenere e valorizzare l'agricoltura di qualità in equilibrio con i valori paesistici e la tutela ambientale e salvaguardare i contesti caratterizzati dal mosaico colturale complesso e le sistemazioni agrarie tradizionali.
3. Direttive per il Piano Operativo:
- - definire una disciplina orientata alla qualità per gli interventi, per la rigenerazione del patrimonio edilizio recente, con il raggiungimento di maggiore efficienza energetica, qualità architettonica e sostenibilità complessiva;
- - privilegiare il recupero degli edifici con originaria funzione abitativa e quelli di valore storico, culturale o testimoniale, per i quali si dovranno salvaguardare gli elementi, le tecniche costruttive e i materiali caratterizzanti, attraverso una oculata definizione delle destinazioni d'uso ammesse, limitandole per gli edifici recenti e di nessun valore documentario a quelle strumentali compatibili con il territorio rurale;
- - mantenere la caratterizzazione agricola dell'intorno degli edifici rurali, sia negli interventi di ristrutturazione, che in occasione di deruralizzazioni, favorendo la ricostituzione delle sistemazioni agrarie tradizionali;
- - promuovere, prevedendo appropriate disposizioni, forme di agricoltura compatibili con le caratteristiche dei luoghi e favorire le attività integrate e connesse per il mantenimento del paesaggio rurale tradizionale;
- - recepire la previsione, definita dal PTCP di Arezzo, della Variante alla S.P. 16 di Mercatale (strada di competenza provinciale) in località Crocefisso, recependo il corridoio di salvaguardia individuato nella tavola STR1 in modo da garantire la futura realizzazione delle opere.
Art. 60 UTOE 5 · alta collina
1. L'UTOE 5 è riferita alla fascia altocollinare, prevalentemente boscata, con l'abitato di Moncioni e i nuclei di Ventena e Rendola.
2. Obiettivi specifici:
- - mantenere e salvaguardare le relazioni tradizionali consolidate tra paesaggio agrario e nuclei storici, tutelare e ove necessario ripristinare le sistemazioni idraulico agrarie dell'alta collina;
- - sostenere le diverse forme di agricoltura amatoriale e delle piccole produzioni e del loro ruolo di presidio e cura per le coltivazioni agrarie tipiche dell'alta collina e dell'olivo in particolare;
- - sviluppare forme di presidio sul territorio e attività connesse alle ordinarie attività agro-forestali per la promozione e valorizzazione delle risorse locali, ambientali, paesistiche, storiche, culturali e agro-alimentari, in particolare attraverso:
- - la rivitalizzazione delle economie legate all'uso sostenibile del bosco, mediante una appropriata gestione forestale e il sostegno a nuove attività compatibili;
- - il mantenimento e la rivitalizzazione delle aree a pascolo e dei territori agricoli come fattori di presidio, anche attraverso la rimessa a coltura delle aree incolte e di quelle tendenti all'evoluzione a bosco;
- - valorizzare il ruolo di presidio ambientale svolto dall'ospitalità turistica diffusa, con particolare riferimento alle zone di maggior pregio ambientale e valore naturalistico e di più basso livello di produttività agricola.
3. Direttive per il Piano Operativo:
- - privilegiare il recupero degli edifici con originaria funzione abitativa e quelli di valore storico, culturale o testimoniale, per i quali si dovranno salvaguardare gli elementi, le tecniche costruttive e i materiali caratterizzanti, attraverso una oculata definizione delle destinazioni d'uso ammesse, limitandole per gli edifici recenti e di nessun valore documentario a quelle strumentali compatibili con il territorio rurale;
- - definire specifiche discipline per il recupero degli edifici storici minori nel territorio rurale, escludendo il recupero di tettoie, baracche e di ogni altro manufatto precario;
- - qualificare e consolidare le attività economiche connesse all'agricoltura, anche attraverso una dotazione integrata di servizi per l'ospitalità, mantenendo i caratteri di qualità del paesaggio e la pubblica accessibilità ai percorsi, promuovendo l'inserimento di itinerari equestri, ciclabili e pedonali legati agli sport e al tempo libero, anche finalizzati alla messa in rete dei nuclei storici e dei beni diffusi;
- - integrare le funzioni per il turismo e l'ospitalità principalmente mediante equilibrate disposizioni per i cambi di destinazione d'uso del patrimonio edilizio esistente.
Art. 61 Strumenti e criteri per l’attuazione del piano
1. La pianificazione e la gestione delle trasformazioni edilizie urbanistiche e territoriali del Comune di Montevarchi è affidata agli strumenti di pianificazione urbanistica (il Piano Operativo comunale e i piani attuativi) ed agli altri atti di governo del territorio previsti dalla legislazione vigente.
2. Concorrono alla corretta attuazione del Piano Strutturale i piani di settore comunale e gli atti comunali che possono esservi collegati e che producono effetti sul territorio, nonché il programma delle opere pubbliche.
3. In particolare, il Piano Operativo comunale e i piani attuativi dovranno assumere i seguenti criteri:
- - la ricerca di un'equa distribuzione degli oneri e dei benefici fra i proprietari delle aree e degli immobili interessati dalle previsioni di piano;
- - partecipazione dei soggetti privati alla realizzazione delle dotazioni pubbliche per la città e il territorio, mediante la ricerca di un equilibrato ed appropriato rapporto tra iniziative private e vantaggi pubblici e ambientali;
- - laddove previste, una equilibrata distribuzione delle densità edilizie valutandone sempre la compatibilità paesaggistica ed ambientale, con particolare riferimento alla riqualificazione dei margini urbani e alla realizzazione di opere, infrastrutture e dotazioni ambientali di interesse pubblico.
Il Piano Operativo definisce altresì gli eventuali criteri e le modalità di applicazione della perequazione e della compensazione urbanistica, secondo le disposizioni degli artt. 100 e 101 della L.R. 65/2014.
Art. 62 Percorsi accessibili per la fruizione delle funzioni pubbliche urbane
1. Obiettivo del Piano Strutturale è migliorare le prestazioni dell'accessibilità alle funzioni pubbliche urbane, compatibilmente con le caratteristiche morfologiche del territorio, individuando percorsi prioritari totalmente fruibili per qualsiasi utente.
2. L'individuazione e la programmazione degli interventi dovranno pertanto essere definite dando priorità agli interventi più significativi per l'identità dei luoghi e di maggiore interesse collettivo, cioè agli interventi negli spazi con le più rilevanti criticità in tema di accessibilità e fruibilità e sicurezza alle attrezzature pubbliche con più alta frequenza d'uso, cioè le sedi dei servizi amministrativi, dei servizi sanitari e dei servizi per l'istruzione e agli interventi nelle aree, nei tratti o nei punti che interrompono la continuità dei percorsi urbani accessibili. Si farà per questo riferimento al quadro conoscitivo aggiornato elaborato dall'Amministrazione Comunale nell'ambito della redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
3. Al fine di garantire adeguati livelli di accessibilità da parte di tutti i cittadini e utenti si dovranno rispettare i seguenti criteri:
- - soluzioni progettuali inclusive, in modo da rendere servizi e spazi compatibili con le esigenze del maggior numero possibile di utenti, rispetto alle soluzioni speciali, cioè dedicate ad uno specifico profilo di utenza;
- - elevato grado di comfort e di sicurezza;
- - assenza di barriere architettoniche fisiche o percettive, in riferimento alla generalità degli utenti ed in particolare agli utenti deboli, cioè persone disabili, persone con traumi temporanei, donne in stato interessante, bambini, persone con bambini piccoli, persone anziane.