Art. 33 I caratteri dei paesaggi rurali: i morfotipi rurali
1. Sulla base degli approfondimenti a scala locale del PIT-PPR il Piano Strutturale riconosce nel paesaggio rurale l'esito di un processo di lunga durata che ha segnato il territorio, contribuendo in maniera significativa alla definizione di peculiari caratteri che assumono uno specifico valore culturale, oltre che produttivo e socio-economico. Il PSI individua nel territorio comunale, come rappresentati nella tavola ST6, i seguenti morfotipi rurali:
- - morfotipo del mosaico colturale e particellare complesso di assetto tradizionale di alta collina;
- - morfotipo dell'olivicoltura;
- - morfotipo del mosaico collinare a oliveto, vigneto e seminativo;
- - morfotipo delle aree agricole urbane e periurbane di fondovalle;
- - morfotipo a maglia fitta delle prime pendici collinari (Oasi di Bandella).
2. Obiettivo del Piano Strutturale è quello di tutelare il territorio rurale, associando specifiche politiche ai morfotipi rurali, promuovendo attività agro-silvo-pastorali, attività connesse e integrative compatibili con le caratteristiche territoriali e in grado di garantirne il presidio, sostenendo la valorizzazione delle produzioni e delle filiere agricole e forestali locali tenendo conto delle esigenze di protezione dai danni da fauna selvatica. In tutti i morfotipi sono prioritari la corretta regimazione delle acque, il mantenimento o ripristino in efficienza delle sistemazioni idraulico agrarie e idraulico forestali, il contrasto al dissesto idrogeologico, il mantenimento della fertilità dei suoli.
Art. 34 Morfotipo del mosaico colturale e particellare complesso di assetto tradizionale di alta collina
1. Il morfotipo, localizzato nella parte sud del comune, è costituito da isole di coltivi disposte attorno ai nuclei abitati e immerse nel bosco in contesti montani o alto-collinari.
Si tratta di un ambito prevalentemente boscato con aree coltivate sparse in parte recuperate e molte oggetto di abbandono colturale. Il bosco caratterizza il morfotipo sottolineandone la struttura articolata e ramificata.
2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:
- - tutelare e valorizzare gli insediamenti storici;
- - tutelare gli elementi che compongono la rete di infrastrutturazione rurale storica (viabilità poderale e interpoderale, sistemazioni idraulico-agrarie, vegetazione non colturale) e la sua continuità;
- - contrastare i fenomeni di abbandono delle sistemazioni idraulico agrarie e forestali;
- - favorire il recupero di paesaggi rurali e pastorali storici e dei castagneti da frutto;
- - mantenere la fruibilità pedonale della viabilità forestale e di crinale e incentivare un turismo lento;
- - promuovere una gestione forestale sostenibile, anche mediante l'individuazione di forme innovative di organizzazione territoriale, che tuteli le porzioni di territorio strutturalmente coperte dal bosco mantenendo o recuperando le aree aperte e le radure che formano il sistema delle aree coltivate, delle praterie e dei pascoli.
Art. 35 Morfotipo dell’olivicoltura
1. Il morfotipo si localizza nei pressi delle frazioni di Ventena, Moncioni e di Cocoioni.
Si tratta di un morfotipo caratterizzato dalla netta prevalenza di oliveti nel tessuto dei coltivi lungo i crinali e nelle aree altocollinari. Prevalgono gli oliveti tradizionali terrazzati con sistemazioni idrauliche conservate o recuperate. La rete della viabilità minore è molto fitta e articolata, in condizioni di conservazione variabile. La relazione con l'insediamento è stretta e, nei contesti collinari, resta incardinata sulla regola di crinale che dispone i nuclei insediativi storici su poggi e sommità delle dorsali, che appaiono tipicamente circondati dagli oliveti. I versanti coltivati sono di frequente punteggiati da case sparse, in genere originariamente coloniche collegate alla viabilità di crinale da percorsi secondari.
2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:
- - tutelare l'integrità morfologica dei nuclei storici evitando espansioni che ne alterino la struttura d'impianto;
- - conservare oliveti e colture d'impronta tradizionale poste a contorno degli insediamenti storici in modo da mantenere una corona o una fascia di transizione rispetto ad altre colture o alla copertura boschiva;
- - tutelare gli elementi che compongono la rete di infrastrutturazione rurale storica (viabilità poderale e interpoderale, sistemazioni idraulico-agrarie, vegetazione non colturale) e la sua continuità;
- - mantenere la funzionalità e l'efficienza del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei versanti mediante la conservazione e manutenzione delle opere esistenti o la realizzazione di nuovi manufatti di pari efficienza idraulica coerenti con il contesto paesaggistico quanto a dimensioni, materiali, finiture impiegate;
- - mantenere la viabilità minore e incentivare un turismo lento;
- - promuovere una gestione forestale che tuteli le porzioni di territorio strutturalmente coperte dal bosco mantenendo o recuperando le aree aperte e le radure che formano il sistema delle aree coltivate, delle praterie e dei pascoli alto-collinari e montani.
Art. 36 Morfotipo del mosaico collinare a oliveto, vigneto e seminativo
1. È il morfotipo più esteso del comune nell'area collinare caratterizzato, a mezza costa, dalla alternanza tra vigneti e oliveti che si insinuano nelle Balze e dai seminativi nelle zone di fondovalle. Tutto l'ambito è percorso da lingue di bosco che si alternano alla matrice agricola.
Le tessere coltivate si alternano in una maglia di dimensione medio-ampia o ampia nella quale i vigneti sono di impianto recente e hanno in parte rimpiazzato le colture tradizionali (oliveti o appezzamenti a coltura promiscua). Permane la combinazione tra elementi naturali e agricoli e un buon valore paesaggistico d'insieme.
2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:
- - favorire un'agricoltura produttiva e diversificata capace di valorizzare gli elementi più significativi del paesaggio agrario tradizionale;
- - negli interventi di miglioramento fondiario progettare sistemazioni idraulico agrarie di efficienza pari o superiore rispetto a quelle esistenti contrastando l'erosione anche tramite la realizzazione di sistemi terrazzati;
- - sostenere l'implementazione e la continuità dell'infrastruttura ecologica e paesaggistica con l'impianto di formazioni vegetali a corredo dei nuovi tratti di viabilità poderale e interpoderale, dei confini dei campi e dei fossi di scolo delle acque; introdurre alberi isolati o a gruppi nei punti nodali della maglia agraria;
- - preservare e valorizzare il paesaggio delle Balze e sostenere attività agrosilvopastorali compatibili con il contesto;
- - tutelare gli elementi dell'infrastruttura rurale storica ancora presenti (sistemazioni idraulico-agrarie, viabilità poderale e interpoderale e relativo corredo vegetazionale);
- - ricostituire fasce o aree di rinaturalizzazione lungo i corsi d'acqua (per es. vegetazione riparia) per sottolineare alcuni elementi strutturanti del paesaggio e favorire la connettività ecologica;
- - tutelare il sistema insediativo storico evitando alterazioni della sua struttura d'impianto;
- - mantenere o migliorare la qualità ecologica del verde e delle aree di contatto con gli insediamenti contrastandone la dispersione;
- - nella progettazione di cantine e altre infrastrutture e manufatti di servizio alla produzione agricola, perseguire la migliore integrazione paesaggistica valutando la compatibilità con la morfologia dei luoghi e con gli assetti idrogeologici ed evitando soluzioni progettuali che interferiscano visivamente con gli elementi del sistema insediativo storico, anche ricorrendo, ove possibile, all'impiego di edilizia eco-compatibile.
Art. 37 Morfotipo delle aree agricole urbane e periurbane di fondovalle
1. Il morfotipo è localizzato nella parte nord, nord est dove si sviluppa il centro abitato di Montevarchi. Si tratta di aree agricole intercluse o alternate agli insediamenti residenziali e produttivi.
Le colture prevalenti sono seminativi a maglia semplificata, i vivai e le serre, derivanti da processi di modificazione che hanno comportato un'alterazione profonda della struttura territoriale storica, degli assetti fondiari, della viabilità e delle sistemazioni idraulico-agrarie di supporto.
Si rilevano fenomeni di abbandono, usi per attività connesse e amatoriali compatibili con il contesto.
2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:
- - mantenere o migliorare l'efficienza della rete scolante e della capacità di invaso tutelando, dove possibile , la matrice rurale di pianura;
- - favorire attività agricole di prossimità e di filiera corta che non determinino ulteriore impermeabilizzazione del suolo agrario e ne conservino la fertilità e la dotazione di sostanza organica;
- - promuovere e valorizzare l'uso agricolo degli spazi aperti e implementazioni per attività sociali e connesse;
- - ricostituire e rafforzare le reti ecologiche, le siepi multifuzionali e la forestazione urbana e periurbana;
- - realizzare reti di mobilità dolce che rendano fruibili gli ambiti come nuova forma di spazio pubblico;
- - favorire interventi di forestazione, progettazione di verde urbano o periurbano anche in corrispondenza di opere e interventi, anche infrastrutturali, pubblici o privati.
Art. 38 Morfotipo a maglia fitta delle prime pendici collinari (Oasi di Bandella)
1. Il morfotipo interessa l'area a nord-est del Comune, in parte all'interno della ZSC-ZPS IT5180012 e Riserva Naturale Valle dell'inferno e Bandella.
Si tratta di un ambito caratterizzato da seminativi, incolti, prati, con lingue di bosco e una buona infrastrutturazione ecologica che si sviluppa lungo il corso del fiume Arno, in parte occupato da formazioni naturali di vegetazione riparia a cannuccia di palude e salici arborei e arbustivi. L'area riveste una notevole importanza quale sito di sosta, svernamento e nidificazione per uccelli acquatici.
2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:
- - tutelare la vegetazione ripariale e la qualità delle acque;
- - tutelare macchie o isole tra seminativi e prati/pascolo e contenere i fenomeni di rinaturalizzazione non controllati, derivanti da scarsa manutenzione dei terreni o da abbandono colturale;
- - mantenere o implementare la rete ecologica;
- - mantenere la tessitura agraria a maglia fitta tradizionale contrastandone l'abbandono ed eliminando eventuali situazioni di degrado;
- - valorizzare la vocazione faunistica dell'area e recuperare l'uso agricolo e pascolivo dei terreni privilegiando gli usi del suolo tradizionali;
- - mantenere la viabilità minore e incentivare un turismo lento, fatti salvi gli interventi di interesse pubblico;
- - limitare e contrastare i processi di consumo di suolo rurale e tutelare i sistemi insediativi storici.