Art. 54 La strategia dello sviluppo sostenibile: contenuti e articolazione

1. La strategia dello sviluppo sostenibile costituisce il riferimento per le trasformazioni future della città e del territorio e deve svilupparsi in coerenza con il Quadro Conoscitivo e con le interpretazioni e diagnosi a cui esso ha portato; inoltre è redatta in coerenza con la Strategia dello sviluppo territoriale del PIT-PPR e in particolare con le discipline della Scheda d'ambito n. 11 Val d'Arno superiore e del PTC della Provincia di Arezzo.

2. La strategia costituisce, di concerto con la parte statutaria, l'insieme delle disposizioni rivolte al Piano Operativo e agli altri strumenti della pianificazione urbanistica per la definizione della "disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti" e di quella concernente la "disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio".

3. La strategia dello sviluppo sostenibile recepisce gli obiettivi generali del PS, di cui all'art. 2, delle presenti Norme, traducendoli in indirizzi ed azioni per il governo del territorio, attraverso l'individuazione delle Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE), alle quali, nel presente Titolo V, vengono associati specifici obiettivi e direttive che dovranno essere assunti e declinati dal Piano Operativo e gli altri atti di governo del territorio, nonché, nel successivo Titolo VI, le disposizioni concernenti le dimensioni massime sostenibili per i nuovi insediamenti, distinte per categorie funzionali.

4. La strategia dello sviluppo sostenibile si attua altresì con la costruzione di politiche e strumenti condivisi di area vasta, con particolare riferimento a:

  • - la definizione degli interventi per la riduzione delle fragilità ambientali (riduzione del rischio idrogeologico, tutela delle risorse idriche, riduzione dei fattori di inquinamento, resilienza al cambiamento climatico, ecc.);
  • - il miglioramento del sistema della mobilità (completamento della rete stradale di valenza provinciale, potenziamento del servizio ferroviario e l'integrazione con il TPL e il trasporto privato su gomma ;
  • - l'equilibrata e accessibile distribuzione dei servizi di area vasta (polo ospedaliero, poli scolastici per l'istruzione superiore, attrezzature sportive, servizi culturali, centri commerciali, ecc.);
  • - la tutela e la valorizzazione paesaggistica e fruitiva dell'Arno, recuperando il rapporto fra gli insediamenti urbani e il fiume, anche attraverso la salvaguardia e il potenziamento dei servizi ecosistemici offerti dai contesti fluviali;
  • - la promozione delle peculiarità storico-culturali, paesaggistiche e naturalistiche del Valdarno, valorizzando le qualità del territorio, le risorse agro-forestali e gli itinerari turistici, assicurando la continuità e interrelazione dei diversi percorsi fruitivi, in relazione al turismo culturale, naturalistico e sportivo e rafforzando lo stesso legame con le qualificate attività produttive manifatturiere, anche proponendo forme innovative di ricettività rivolte al cosiddetto "turismo d'affari";
  • - la gestione sostenibile delle aree produttive, promuovendo forme consorziate per la gestione del ciclo dei rifiuti e della mobilità di persone e merci e a sostegno della transizione ecologica, organizzando parcheggi e spazi di uso pubblico attrezzati per la mobilità sostenibile (sosta biciclette e biciclette a pedalata assistita), punti di ricarica per i veicoli elettrici e infrastrutture comuni per le piccole imprese.