Art. 52 Zonizzazioni di pericolosità per fattori di amplificazione sismica locale
1. La sintesi di tutte le informazioni derivanti dagli studi di MS di livello 1 e 2 consente la valutazione delle condizioni di pericolosità sismica locale delle aree studiate all'interno del territorio urbanizzato secondo la seguente classificazione:
- a) Pericolosità sismica locale molto elevata (S.4):
- - aree interessate da deformazioni legate alla presenza di faglie attive e capaci, in grado di creare deformazione in superficie;
- - terreni suscettibili di liquefazione dinamica accertati mediante indagini geognostiche oppure notizie storiche o studi preesistenti;
- - aree interessate da instabilità di versante attive e relativa area di evoluzione, tali da subire un'accentuazione del movimento in occasione di eventi sismici;
- b) Pericolosità sismica locale elevata (S.3):
- - aree con terreni di fondazione particolarmente scadenti che possono dar luogo a cedimenti rilevanti;
- - aree potenzialmente suscettibili di liquefazione dinamica, caratterizzate da terreni per i quali, sulla base delle informazioni disponibili, non è possibile escludere a priori il rischio di liquefazione;
- - zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche significativamente diverse;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali, connesse con un alto contrasto di impedenza sismica atteso entro alcune decine di metri dal piano di campagna;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione (Fx) > 1.4;
- - aree interessate da instabilità di versante quiescente, relative aree di evoluzione, nonché aree potenzialmente franose, di seguito, denominate "APF", e, come tali, suscettibili di riattivazione del movimento in occasione di eventi sismici;
- c) Pericolosità sismica locale media (S.2):
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali connessi con contrasti di impedenza sismica attesa oltre alcune decine di metri dal piano campagna e con frequenza fondamentale del terreno indicativamente inferiore a 1hz;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione (Fx) < 1.4;
- - zone stabili suscettibili di amplificazione topografica (pendii con inclinazione superiore a 15 gradi);
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali, non rientranti tra quelli previsti nelle classi di pericolosità sismica S.3;
- d) Pericolosità sismica locale bassa (S.1):
- - zone stabili caratterizzate dalla presenza di litotipi assimilabili al substrato rigido in affioramento con morfologia pianeggiante o poco inclinata (pendii con inclinazione inferiore a 15 gradi), dove non si ritengono probabili fenomeni di amplificazione o instabilità indotta dalla sollecitazione sismica.
Per "alto contrasto di impedenza sismica" sono da intendersi situazioni caratterizzate da rapporti tra le velocità di propagazione delle onde di taglio (Vs) del substrato sismico di riferimento e delle coperture sismiche sovrastanti - oppure all'interno delle coperture stesse - almeno pari a 2, come stimato dalle indagini sismiche. In alternativa, la medesima situazione è individuabile mediante il valore relativo all'ampiezza del picco di frequenza fondamentale delle misure passive di rumore ambientale a stazione singola, che deve essere almeno pari a 3.
Per "alcune decine di metri" sono da intendersi spessori indicativamente intorno a 40 metri.