Art. 47 Disciplina degli assetti geologici, idraulici, idrogeologici e sismici
2. Il PS contiene gli studi, le analisi e gli approfondimenti conoscitivi, gli elaborati grafici e cartografici di carattere idrologico, idraulico, geologico, morfologico, idrogeologico e sismico redatti in applicazione e nel rispetto delle seguenti norme:
- - Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) del Distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale, approvato con DPCM 27/10/2016;
- - Piano di Gestione delle Acque del Distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale, approvato con DPCM 27/10/2016;
- - Progetto di Piano - PAI Piano di bacino, stralcio Assetto Idrogeologico (PAI), adottato con Delibera CIP n. 20 del 20/12/2019;
- - Piano di bacino, stralcio Bilancio Idrico del fiume Arno, approvato con DPCM 20/02/2015;
- - Piano Stralcio Riduzione Rischio Idraulico del bacino del Fiume Arno, approvato con DPCM 05/11/1999.
3. Le indagini e gli approfondimenti conoscitivi di carattere geologico, idraulico e sismico sono stati condotti in conformità al DPGR 5/R/2020 ed in particolare all'Allegato A, "Direttive tecniche per lo svolgimento delle indagini geologiche, idrauliche e sismiche".
Inoltre le indagini idrauliche sono state condotte in conformità con la L.R. 41/2018 e s.m.i. e con le "Modalità per le proposte di riesame ed aggiornamento delle mappe del P.G.R.A." di cui all'Allegato 3 della Disciplina di Piano.
4. La valutazione degli aspetti idraulici fa riferimento al reticolo idrografico individuato dalla Regione ai sensi dell'art. 22, comma 2, lettera e), della L.R. 79/2012, interferente con il territorio urbanizzato e alle mappe di pericolosità da alluvione come definite dall'articolo 2 della L.R. 41/2018. Al di fuori del territorio urbanizzato, in presenza di aree non riconducibili alle mappe di pericolosità da alluvione ed in assenza di studi idrologici idraulici, il PS comunque definisce gli ambiti territoriali di fondovalle posti in situazione morfologicamente sfavorevole, di norma a quote altimetriche inferiori a 2 metri sopra il piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda. Sono inoltre definite le aree presidiate da sistemi arginali per il contenimento delle alluvioni, come definite dall'art. 2, comma 1, lettera s) della L.R. 41/2018.
5. La disciplina di tutela dell'integrità fisica del territorio di cui al presente Titolo è finalizzata a conseguire:
- a) la mitigazione della pericolosità idrogeologica, nel rispetto delle esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse naturali ed essenziali del territorio, e il raggiungimento di livelli di sicurezza adeguati rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geomorfologico in atto o potenziali, mediante:
- - sistemazione, conservazione e riqualificazione del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, nonché opere di bonifica, di consolidamento e messa in sicurezza;
- - difesa, sistemazione e regolazione dei corsi d'acqua, con modalità tese alla conservazione e, ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità;
- - mantenimento del reticolo idrografico in condizioni di efficienza idraulica ed ambientale, ai fini della ottimizzazione del deflusso superficiale e dell'allungamento dei tempi di corrivazione;
- - moderazione delle piene, anche mediante interventi di carattere strutturale per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti;
- - piena funzionalità delle opere di difesa finalizzate alla sicurezza idraulica e geomorfologica;
- - contenimento dell'impermeabilizzazione del suolo;
- - difesa e consolidamento dei versanti e delle aree instabili e loro protezione da fenomeni di erosione accelerata e instabilità, con modalità tese alla conservazione e, ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità;
- - difesa degli insediamenti e delle infrastrutture da fenomeni franosi e altri fenomeni di dissesto;
- - rafforzamento delle attività di risanamento e di prevenzione da parte degli enti operanti sul territorio;
- b) la mitigazione della pericolosità sismica;
- c) la tutela ed il governo della risorsa idrica, mediante:
- - protezione degli acquiferi e dei punti di captazione acquedottistica da interventi e/o attività potenzialmente inquinanti;
- - regolamentazione dell'approvvigionamento idrico autonomo, ai fini della salvaguardia qualitativa e quantitativa della risorsa idrica e della ricostituzione delle riserve idriche anche potenziali;
- - incentivazione di soluzioni tecnologiche finalizzate al risparmio idrico (reti differenziate per lo smaltimento e per l'adduzione idrica, riutilizzo delle acque reflue, ecc.).
6. Per quanto riguarda gli interventi urbanistico-edilizi e/o di trasformazione territoriale ricadenti in aree soggette a vincolo idrogeologico, ivi comprese le sistemazioni idraulico-agrarie e forestali, si fa riferimento alle vigenti norme regionali in materia forestale (Legge forestale della Toscana L.R. 39/2000 e Regolamento Forestale della Toscana 48/R e s.m.i.).