Art. 35 Morfotipo dell’olivicoltura

1. Il morfotipo si localizza nei pressi delle frazioni di Ventena, Moncioni e di Cocoioni.

Si tratta di un morfotipo caratterizzato dalla netta prevalenza di oliveti nel tessuto dei coltivi lungo i crinali e nelle aree altocollinari. Prevalgono gli oliveti tradizionali terrazzati con sistemazioni idrauliche conservate o recuperate. La rete della viabilità minore è molto fitta e articolata, in condizioni di conservazione variabile. La relazione con l'insediamento è stretta e, nei contesti collinari, resta incardinata sulla regola di crinale che dispone i nuclei insediativi storici su poggi e sommità delle dorsali, che appaiono tipicamente circondati dagli oliveti. I versanti coltivati sono di frequente punteggiati da case sparse, in genere originariamente coloniche collegate alla viabilità di crinale da percorsi secondari.

2. Oltre agli obiettivi principali definiti dal PIT-PPR sono individuati quali obiettivi specifici:

  • - tutelare l'integrità morfologica dei nuclei storici evitando espansioni che ne alterino la struttura d'impianto;
  • - conservare oliveti e colture d'impronta tradizionale poste a contorno degli insediamenti storici in modo da mantenere una corona o una fascia di transizione rispetto ad altre colture o alla copertura boschiva;
  • - tutelare gli elementi che compongono la rete di infrastrutturazione rurale storica (viabilità poderale e interpoderale, sistemazioni idraulico-agrarie, vegetazione non colturale) e la sua continuità;
  • - mantenere la funzionalità e l'efficienza del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei versanti mediante la conservazione e manutenzione delle opere esistenti o la realizzazione di nuovi manufatti di pari efficienza idraulica coerenti con il contesto paesaggistico quanto a dimensioni, materiali, finiture impiegate;
  • - mantenere la viabilità minore e incentivare un turismo lento;
  • - promuovere una gestione forestale che tuteli le porzioni di territorio strutturalmente coperte dal bosco mantenendo o recuperando le aree aperte e le radure che formano il sistema delle aree coltivate, delle praterie e dei pascoli alto-collinari e montani.