Art. 28 Aggregati storici e relative aree di pertinenza paesaggistica
1. Il PS, conformemente al PTC della Provincia di Arezzo, nella tavola ST5, identifica gli aggregati storici, capisaldi dell'insediamento diffuso nel territorio rurale, con le relative aree di pertinenza paesaggistica, ovvero le aree costituenti l'intorno territoriale individuato in relazione al valore intrinseco della struttura edilizia, in rapporto al paesaggio circostante ed alla localizzazione più o meno aperta alle visuali esterne. Il PS individua tali aree come corrispondenti, ai sensi dell'art. 66 della L.R. 65/2014, agli "ambiti di pertinenza dei centri e nuclei storici" - ovvero gli intorni territoriali dei centri minori e dei nuclei rurali storici - che in particolare, nel caso del Complesso parrocchiale di San Martino a Levane Alta, della Torre di Caposelvi, della Chiesa della Compagnia a Caposelvi, del Complesso ecclesiastico di San Donato a Rendola, della Torre campanaria e della Chiesa di Santa Maria Assunta a Moncioni, coincidono anche con l'"intorno territoriale2 dei beni culturali immobili, definito ai sensi dell'art. 4 dell'Elaborato 8B del PIT-PPR.
2. Obiettivi specifici del PS sono il mantenimento dell'impianto urbanistico e la salvaguardia dell'integrità degli assetti paesaggistici e percettivi degli aggregati storici, nonché le relazioni funzionali, culturali, paesaggistiche, ecologiche e fruitive con l'intorno rurale e gli spazi aperti di relativa pertinenza.
3. Il Piano Operativo e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica, in particolare per gli intorni di Rendola, Ventena, Moncioni, Caposelvi e Levane Alta, connotati da caratteristiche di elevato pregio, assumono le seguenti direttive:
- - favorire il recupero e la riqualificazione degli aggregati di riconosciuto valore, garantendo la salvaguardia dei valori storici, artistici, simbolici, morfologici e paesaggistici dell'impianto fondiario e dei tessuti che li compongono;
- - prevedere una specifica disciplina orientata al mantenimento dei rapporti tra gli ambiti paesaggistici e gli aggregati storici, con la conservazione di tutti gli elementi tradizionali dell'organizzazione degli spazi aperti (viali, viabilità poderale, case e manufatti rurali, pozzi e altri manufatti di valore testimoniale, vegetazione tradizionale non colturale, piantate residue, piante arboree e siepi);
- - garantire il mantenimento delle relazioni degli aggregati storici con il contesto figurativo agricolo ed ambientale circostante, disciplinando la corretta utilizzazione degli assetti e delle sistemazioni aventi valore storico testimoniale e ambientale/paesaggistico, favorendo la permanenza delle funzioni agricole negli ambiti di pertinenza e della relazione percettiva tra insediamenti e paesaggio circostante;
- - tutelare i terrazzamenti e i ciglionamenti, le opere di regimazione idraulica e le sistemazioni per la raccolta e il convogliamento delle acque, la viabilità poderale e interpoderale, le siepi arboreo-arbustive, i filari e le piantagioni camporili a delimitazione dei campi;
- - regolamentare la costruzione di nuovi edifici rurali o l'installazione di altri manufatti aziendali, così come la realizzazione di eventuali manufatti e opere pertinenziali alle residenze, e l'eventuale ridefinizione e/o riqualificazione del margine urbano, salvaguardando in ogni caso le visuali e i punti panoramici, senza alterare i caratteri del contesto o interferire con i valori storici degli edifici;
- - escludere nuove occupazioni di suolo inedificato, fatte salve le trasformazioni effettuate per fini agricoli, e la salvaguardia dei varchi che assicurano il mantenimento delle visuali, da e verso gli aggregati storici;
- - definire regole tipo-morfologiche e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente salvaguardando i caratteri e le componenti dell'edilizia storica.
- - prevedere interventi di adeguamento e riuso che non siano in contrasto con i caratteri tipo-morfologici, articolando la disciplina degli interventi in relazione all'integrità del manufatto, alla sua rilevanza architettonica e culturale e al suo valore documentale;
- - valorizzare gli aggregati come elementi di riferimento e punti nodali del sistema insediativo di matrice storica anche attraverso la tutela degli spazi aperti pubblici e/o comuni che li caratterizzano.