Art. 24 Tessuti delle urbanizzazioni contemporanee

1. Il PS per ciascun tessuto (morfotipo) delle urbanizzazioni contemporanee definisce nei successivi commi specifici obiettivi e direttive, tenendo conto anche delle criticità rilevate.

2. Obiettivi specifici per i tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista sono:

  • - tutelare la struttura consolidata e conferire dimensione urbana incrementando nel contempo la dotazione e la qualità dei servizi, della rete degli spazi pubblici e del verde urbano;
  • - riqualificare i fronti urbani verso l'esterno e definire un margine urbano-rurale capace di dare luogo a nuove relazioni con il territorio aperto;
  • - definire un disegno urbano compiuto, realizzare una migliore integrazione tra i tessuti e i singoli comparti attraverso il progetto di suolo e lo spazio aperto pubblico e collettivo e completare gli interventi rimasti interrotti;
  • - eliminare i fenomeni di degrado urbanistico e architettonico.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - progettare la rete degli spazi pubblici in connessione ai servizi a scala di quartiere, prevedendo la trasformazione delle aree aperte presenti per migliorare le connessioni ciclo-pedonali;
  • - realizzare nuove centralità, recuperando l'edilizia e lo spazio pubblico o aree degradate e/o dismesse o sottoutilizzate o brandelli di aree agricole intercluse, individuando aree attrezzate accessibili dalla città e dallo spazio periurbano;
  • - riprogettare il margine urbano con interventi di qualificazione paesaggistica, creando permeabilità tra spazio urbano e spazio aperto, con percorsi, fasce alberate e elementi verdi in genere, e valorizzando i varchi visivi.

Per il morfotipo T.R.1 (tessuti consolidati della prima espansione di Montevarchi, con gli isolati intorno all'asse di viale Diaz) si dovrà in particolare:

  • - evitare la saturazione delle corti interne con interventi di nuova edificazione;
  • - mantenere e creare dei i varchi nella cortine edilizie e negli isolati per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle aree interne creando una rete continua di spazi fruibili, anche in collegamento con una rete di percorsi pedonali e ciclabili.

Per il morfotipo T.R.2 (tessuti consolidati caratterizzati da omogeneità e regolarità di impianto, con una certa uniformità tipologica, quali quelli di via Montenero-via Piave-via XXIV Maggio-via Matteotti e dei quartieri del Pestello e della Ginestra) si dovrà in particolare:

  • - ridefinire la struttura "ordinatrice" ed il ruolo dello spazio pubblico e del connettivo aumentandone la dotazione e la funzionalità;
  • - conferire dimensione urbana all'insediamento anche attraverso azioni per favorire la mescolanza funzionale.

Per il morfotipo T.R.3 (tessuti consolidati composti da elementi costruiti e spazi aperti non omogenei, con differenti densità e tipologie e un disegno urbano meno chiaro ed ordinato, esito di interventi successivi non del tutto coordinati, con dotazioni di spazi pubblici diversificate; sono parti di città esterne alle aree centrali e che corrispondono alle urbanizzazioni recenti tra viale Diaz-via Unità d'Italia e viale Cavour, fino a via di Terranuova, di via della Magnolia- via Perosi, di via Vespucci, di via Pacinotti, ai tessuti recenti intorno al borgo di antico impianto di Levane, all'insediamento della Gruccia e ai tessuti recenti di Mercatale) si dovrà in particolare:

  • - mantenere o riordinare gli allineamenti lungo i fronti principali e in relazione alla rete degli spazi aperti;
  • - valorizzare gli spazi pubblici e collettivi esistenti e integrarli con la riqualificazione di aree intercluse e sottoutilizzate;
  • - rafforzare gli spazi pubblici e collettivi anche con interventi di demolizione e ricostruzione finalizzati anche al miglioramento dell'efficienza energetica.

Per il morfotipo T.R.4 (quartieri di viale Matteotti-via Amendola-via Calamandrei, insediamento di viale Cadorna-via Fratelli Cervi, quartiere del Pestello, quartiere di Levanella Scambio, insediamento di via M. Zamponi a Levane) si dovrà in particolare:

  • - costruire permeabilità tra città e campagna valorizzando e creando relazioni e rapporti di continuità spaziale, visuale e percettiva;
  • - realizzare o recuperare aree attrezzate specializzate, conferendo loro il ruolo di nuove centralità urbane;
  • - riprogettare il margine urbano con interventi di qualificazione paesaggistica.

Per il morfotipo T.R.6 (zone connotate dalla compresenza di attività artigianali e residenza, quali gli insediamenti tra via Burzagli e viale Cadorna e di via del Lavoro-via dell'Artigianato a Levanella, e altre aree disomogenee prossime al centro del capoluogo con presenza di complessi produttivi storici, generalmente dismessi, come nel caso dell'ex CIR e dell'ex Pastificio oppure l'area nord della Ginestra) si dovrà in particolare:

  • - attivare progetti di rigenerazione urbana nelle aree dismesse, privilegiando interventi unitari indirizzati alla sostenibilità ambientale, energetica e sociale e contribuire a un coerente disegno urbanistico complessivo, centrato sulla continuità dello spazio pubblico e collettivo e delle connessioni verdi;
  • - ridurre l'impermeabilizzazione del suolo e l'indice di copertura, anche ai fini di una migliore qualità ambientale;
  • - favorire la riconversione verso una mescolanza di usi, con presenza di funzioni destinate alla collettività e mantenimento di attività anche produttive compatibili.

Per il morfotipo T.R.7 (parti poste al margine dell'insediamento accentrato costituite dalla giustapposizione di insediamenti non omogenei e spazi residuali quali quelle a nord di via Vespucci, intorno al tratto nord di via Fonte Moschetta, nella fascia prospettante il centro antico a monte della ferrovia, a nord di Levane e le addizioni recenti al nucleo di impianto storico di Moncioni) si dovrà in particolare:

  • - bloccare i processi di dispersione insediativa;
  • - finalizzare gli interventi alla caratterizzazione come tessuto a bassa densità in stretta relazione con il territorio aperto adiacente e rendere continue alcune maglie frammentate per dare unitarietà all'edificato;
  • - riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici e collettivi integrati e multifunzionali, anche per attività agricolo/ricreative.

3. Obiettivi specifici per i tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista, morfotipo T.R.8 (insediamenti lineari lungo il tracciato fondativo principale della statale 69 - via Burzagli, via Aretina, via della Costa -, via Chiantigiana e via San Lorenzo, parte degli insediamenti su via Piave, via Tevere e via Isonzo, Noferi e le addizioni recenti ai nuclei rurali di Ricasoli, Ventena, Rendola e Caposelvi) sono riqualificare le relazioni funzionali, visive e paesaggistiche tra città e campagna, mantenere i varchi verso il territorio aperto e ricostruire una polarizzazione lineare policentrica.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - contenere i processi di dispersione insediativa impedendo ulteriori edificazioni lungo gli assi stradali e sul retro dell'edificato esistente;
  • - riprogettare il bordo costruito con azioni di qualificazione paesaggistica, anche con elementi verdi di filtro per rendere permeabile il passaggio dalla città alla campagna, e migliorare i fronti urbani verso lo spazio rurale;
  • - valorizzare gli spazi aperti verdi interclusi e gli elementi anche minuti di connessione con il territorio rurale;
  • - migliorare lo spazio aperto urbano creando spazi di continuità e connessione in chiave paesaggistica con la campagna;
  • - arricchire lo spazio pubblico lungo l'asse stradale migliorando le dotazioni e i servizi di uso collettivo.

4. Obiettivi specifici per i tessuti della città produttiva e specialistica sono riqualificare e integrare gli insediamenti ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche tra il tessuto produttivo/terziario, la città e il territorio rurale, e impedire ulteriori processi di edificazione, in particolare lungo strade e fiumi.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - qualificare il margine verso il territorio rurale anche con la predisposizione di schermature e impianti vegetali di ambientazione, di mitigazione e di compensazione;
  • - incrementare la superficie a verde disimpermeabilizzando il suolo soprattutto in corrispondenza delle aree di parcheggio e privilegiando, compatibilmente con l'uso degli spazi, i materiali trattati e movimentati e il tipo di traffico carrabile, l'impiego di pavimentazioni filtranti;
  • - sfruttare le grandi dimensioni delle superfici pavimentate e delle coperture di edifici e manufatti per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la sperimentazione di strategie di ecosostenibilità.

Per il morfotipo T.P.S.1 (zona artigianale mista di via Burzagli-viale Cadorna, via Marconi loc. il Muraccio, Villanuzza, Levane nord loc. Case al Piano) si dovrà in particolare:

  • - migliorare le prestazioni della viabilità in termini di sicurezza, soprattutto attraverso l'organizzazione delle intersezioni, tenendo conto delle diverse componenti di traffico;
  • - riutilizzare eventuali edifici dismessi per la riqualificazione urbanistica, ambientale e architettonica.

Per il morfotipo T.P.S.2 (zone produttive e terziarie di Montevarchi nord, Levanella Buresta e Levane) si dovrà in particolare:

  • - attrezzare ecologicamente le aree produttivo-commerciali-direzionali e migliorare lo spazio aperto interno al tessuto anche come strategia di riqualificazione e valorizzazione delle attività insediate;
  • - migliorare l'integrazione tra gli insediamenti specializzati e i tessuti urbani prevalentemente residenziali adiacenti, in particolare a Montevarchi nord e nell'area con destinazione terziaria lungo l'asse di via della Farnia, oltre che a Levanella, anche attraverso il disegno dello spazio pubblico e collettivo e la qualificazione dei margini.

Per il morfotipo T.P.S.3 (Ospedale la Gruccia) si dovrà in particolare:

  • - riqualificare le relazioni tra il complesso e gli spazi aperti di pertinenza e con e il contesto rurale circostante, valorizzando il ruolo del verde come elemento complementare e integrativo finalizzato anche a supportare il benessere degli utenti;
  • - migliorare le relazioni con il sistema insediativo, anche attraverso la qualificazione delle infrastrutture e dell'accessibilità alla struttura.