Art. 22 Morfotipo insediativo lineare a dominanza infrastrutturale multimodale

1. Il sistema degli insediamenti di Montevarchi è costituito da una rete di centri principali e da un insieme di nuclei e complessi diffusi che strutturano articolate relazioni territoriali, aventi ciascuna una peculiare qualità ambientale e storico-paesaggistica che il PIT-PPR riconosce come Morfotipo insediativo lineare a dominanza infrastrutturale multimodale, composto dalle figure componenti del Sistema binario di medi centri di fondovalle e piccoli centri di mezzacosta del Valdarno superiore e del Pratomagno e del Sistema reticolare collinare di Monti del Chianti e della valle dell'Ambra.

Costituiscono emergenze del sistema insediativo i tessuti urbani di antica formazione con gli spazi aperti ad essi collegati, i nuclei, gli aggregati, le ville, gli edifici specialistici, i complessi e gli edifici di matrice storica diffusi sul territorio rurale e i tracciati fondativi.

2. In conformità con gli obiettivi di qualità che il PIT-PPR attribuisce al morfotipo insediativo lineare a dominanza infrastrutturale multimodale, il PS assume i seguenti obiettivi/indirizzi per le azioni:

  • - evitare ulteriori processi di saldatura lineare tra le espansioni dei centri urbani, contenendo i carichi insediativi entro i limiti del territorio urbanizzato e salvaguardando e/o riqualificando i varchi inedificati e le visuali panoramiche verso l'Arno e verso i sistemi collinari;
  • - valorizzare il ruolo connettivo storico dell'Arno e dei corsi d'acqua principali, promuovendo forme di fruizione sostenibile (itinerari di mobilità dolce, punti di sosta, accessi e quant'altro), anche incentivando progetti di recupero di manufatti di valore storico-culturale legati alla risorsa idrica;
  • - salvaguardare, riqualificare e dare continuità alle aree agricole e naturali perifluviali ancora presenti;
  • - mitigare l'impatto paesaggistico, territoriale e ambientale delle grandi infrastrutture, delle piattaforme produttive e degli impianti di servizio;
  • - tutelare la struttura insediativa di lunga durata costituita dalla rete dei nuclei e complessi storici di collina e dalla relativa viabilità fondativa, preservandone l'integrità morfologica e le visuali panoramiche da e verso tali insediamenti ed evitando urbanizzazioni diffuse e saldature lungo la viabilità di crinale e di mezza costa.

3. Il Piano Operativo dovrà assumere le seguenti ulteriori direttive:

  • - migliorare la qualità dei tessuti urbani esistenti, in particolare attraverso la progettazione dello spazio pubblico e il riordino della circolazione stradale, pedonale e ciclopedonale, anche recuperando le relazioni con il territorio agricolo circostante;
  • - dare compiutezza all'assetto urbano, rafforzando le dotazioni pubbliche e collettive, completando i tessuti recenti e favorendo la riqualificazione degli episodici elementi incongrui e/o in condizioni di abbandono;
  • - riqualificare le aree produttive e miste in termini di compatibilità ambientale e paesaggistica, ma anche di efficienza funzionale;
  • - promuovere il miglioramento dell'efficienza energetica, anche attraverso iniziative collettive.